Comunicato sul furto delle Pietre d’inciampo a Roma

“Brescia e numerosi Comuni del circondario sono stati tra i primi a credere alle Pietre d’inciampo e a organizzare la loro posa. Ci uniamo pertanto alla famiglia Spizzichino e all’Associazione Arte in Memoria nella denuncia del furto di venti Pietre d’inciampo, compiuto a Roma nella notte tra il 9 e il 10 dicembre. Questo atto esprime una sua intrinseca violenza, intesa a calpestare la dignità di persone uccise nei campi di sterminio nazisti, perché considerate diverse, anzi una minaccia per il popolo italiano, come esprimevano le leggi razziali di 80 anni fa. Si tratta di un chiaro gesto di antisemitismo e come tale va condannato senza esitazione.
È indice del degrado della nostra società contemporanea che sta perdendo il valore del rispetto e della solidarietà. Nel clima di intolleranza e di tensione che si respira oggi in Italia, le Pietre d’inciampo ricordano, con il loro ottone lucido e con le loro essenziali incisioni, a cosa portano parole di odio e di disprezzo per l’altro. La storia ci insegna che tutto parte dal linguaggio!

In collaborazione con ANED, ANEI, ANPI, Associazione Fiamme Verdi, Casa della memoria, Archivio storico della Resistenza e dell’età contemporanea e CCDC, con il contributo fondamentale delle ricerche storiche di numerosi studenti e dei loro insegnanti a partire dal novembre 2012, sono state deposte 39 Pietre d’inciampo a Brescia, Adro, Collebeato, Gardone Riviera, Gavardo, Palazzolo sull’Oglio, Salò e Sarezzo.

La posa delle Pietre d’inciampo continua nel nostro territorio. L’artista Gunter Demnig tornerà domenica 27 gennaio 2019 per posare a Brescia tre Pietre d’inciampo e due a Calvagese della Riviera. Tutti i cittadini sensibili alla difesa dei valori su cui si basa la nostra Costituzione repubblicana sono fin da ora invitati a partecipare alla cerimonia della posa delle Pietre d’inciampo”.

Alberto Franchi
Vicepresidente CCDC
Coordinatore del gruppo promotore delle Pietre d’inciampo a Brescia

I commenti non sono disponibili