Il problema di Dio nel pensiero di Jean-Paul Sartre

Venerdì 5 aprile 2013 alle ore 18 nella Sala Bevilacqua di via Pace n.10 a Brescia si è tenuto il primo incontro delle “Lezioni di filosofia” proposte dalla Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura in collaborazione con i Padri della Pace sul tema Il problema di Dio nella filosofia del Novecento.

Giovanni Invitto, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica nell’Università del Salento, ha illustrato il pensiero di Jean-Paul Sartre, l’esistenzialista ateo sostenitore della libertà assoluta.

Giovanni Invitto è professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università del Salento. Le sue ricerche hanno riguardato soprattutto la filosofia italiana e la filosofia francese contemporanee con particolare attenzione alle figure di Merleau-Ponty e di Sartre. Negli ultimi anni i suoi interessi si sono integrati con il tema della filosofia come narrazione. In particolare, ha prodotto alcuni testi sul rapporto tra cinema e filosofia. Tra le sue pubblicazioni: Merleau-Ponty e la filosofia come vigilanza, Milella, Lecce 1981; Scienza, etica, politica:saggi sulla filosofia italiana contemporanea, Milella, Lecce 1988; Sartre: dal “gioco dell’essere” al lavoro ermeneutico, Angeli, Milano 1988; Sartre. Dio: una passione inutile, Messaggero di S. Antonio, Padova 2001; Fra Sartre e Wojtyla: saggi su fenomenologie ed esistenze, Mimesis, Milano 2007; La misura di sé, tra virtù e malafede, Mimesis, Milano 2012.

Jean-Paul Sartre (Parigi, 1905-1980), oltre ad essere filosofo, è stato anche scrittore di romanzi, opere teatrali e saggi partecipando attivamente – insieme a Simone de Beauvoir, la compagna della sua vita – alla vita culturale e politica del suo tempo. Negli anni Trenta ha maturato l’interesse per l’analisi fenomenologica di Husserl e Heidegger svolgendola nei termini di un esistenzialismo ateo, che ha poi sviluppato – nel secondo dopoguerra e dopo aver partecipato alla resistenza – nella direzione di un marxismo critico. Le considerazioni che Sartre sviluppa nel suo saggio di ontologia fenomenologica L’essere e il nulla (1943) mostrano che di fronte all’“in sé” del mondo, alla realtà fattuale sta il “per sé” della coscienza, che è nel mondo ma che allo stesso tempo è radicalmente diversa da esso (“è un nulla di essere”), proprio perché non è una realtà, ma è possibilità ovvero libertà. La libertà è così costitutiva della coscienza e l’uomo è condannato ad essere libero. Tutti i valori si danno perché c’è l’uomo. Questo significa che essi non hanno alcun fondamento (l’uomo è un Dio mancato). Ma se Dio non esiste, l’uomo – come Sartre sostiene ne L’esistenzialismo è un umanismo (1946) – è allora il demiurgo del proprio avvenire, “l’uomo inventa l’uomo”. Ma volendo la sua libertà, egli deve anche volere responsabilmente la libertà degli altri, lottando per liberarli dall’oppressione in cui si trovano. Proprio in nome della libertà Sartre però rifiuta – nella Critica della ragione dialettica (1960) – il materialismo dialettico. Il marxista per lui ha infatti trasformato il marxismo in “un sapere eterno”, i cui concetti sono Diktat e, poiché esso ha dissolto gli uomini “in un bagno di acido solforico”, “l’esistenzialismo ha potuto rinascere e mantenersi perché affermava la realtà degli uomini”.

Perchè le “Lezioni di filosofia”

La Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, in collaborazione con i Padri Filippini della Pace, propone le Lezioni di filosofia, un’iniziativa culturale giunta alla sua dodicesima edizione, che intende contribuire a diffondere sempre di più all’interno della nostra società il ruolo educativo e la funzione sociale del pensiero filosofico.
Anche quest’anno le lezioni saranno dedicate al problema di Dio nel pensiero del Novecento, nella consapevolezza che per un’adeguata comprensione del presente è opportuno anche confrontarsi con i pensatori a noi più vicini e nella certezza che l’uomo non può non parlare di Dio se vuole intendere veramente se stesso. Intendiamo infatti continuare a chiederci se Dio sia solo un prodotto idolatrico della nostra mente o se invece non costituisca l’orizzonte ultimo e decisivo solo alla luce del quale le aspirazioni di verità, giustizia, bellezza e libertà insite nell’uomo acquisiscono il loro senso definitivo.
Ci prefiggiamo di approfondire queste tematiche prendendo in considerazione la riflessione di tre pensatori molti diversi tra di loro, ma forse proprio per questo interessanti per mostrare l’ampiezza e la profondità delle questioni sottese a tali tematiche. Ci occuperemo di tre classici del pensiero del Novecento: Sartre, Jaspers e Stein, ovvero l’esistenzialista ateo sostenitore della libertà assoluta, il filosofo della trascendenza non religiosamente afferrabile e la pensatrice cristiana morta ad Auschwitz e proclamata santa da Giovanni Paolo II.
L’organizzazione scientifica delle lezioni anche di questo ciclo è stata curata da Luca Ghisleri, docente di Ermeneutica presso il Corso di filosofia e comunicazione dell’Università del Piemonte Orientale.
Per i contenuti e le finalità che abbiamo richiamato pensiamo che questi incontri possano risultare molto interessanti sia per i giovani in formazione, sia per gli insegnanti e per tutte le persone interessate ad approfondire le ragioni dell’esistere e quindi ci auguriamo che si possa confermare ed eventualmente aumentare l’ampia partecipazione di pubblico delle precedenti edizioni.
Tutte le lezioni sono a ingresso libero.