La misericordia nelle religioni

Martedì 4 aprile 2017, ore 20,45, Sala Bevilacqua di via Pace n.10 a Brescia, si è tenuto un incontro sul tema: La misericordia nelle religioni. Sono intervenuti, in un dialogo a tre voci:

Nader Akkad, imam di Trieste.

Don Flavio Dalla Vecchia, biblista e docente.

Rav Roberto Della Rocca, direttore Area Formazione e Cultura Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

«Dedicarsi a un colloquio guidato non da interessi legati al potere, ma dalle domande fondamentali dell’uomo sull’Incondizionato, prendendo sul serio l’altro per mezzo di un dialogo ragionevole “da centro a centro”, che sia condotto tra religioni disposte a realizzarlo: in ciò consiste, mi pare, oggi più di ieri la sfida per noi cristiani, che siamo traumatizzati dalla globalizzazione, ma anche toccati dall’amore infinito di Dio». (Bernhard Casper, professore emerito di filosofia della religione nell’Università di Friburgo in Breisgau, “Quale dialogo tra le religioni?”, intervento tenuto a Brescia il 28 gennaio 2009 e ora disponibile sul sito www.ccdc.it). Il trauma della globalizzazione non è stato superato del tutto da noi cristiani, specie in una nazione, come quella italiana, in cui il cattolicesimo rappresenta da secoli la fede religiosa di gran lunga maggioritaria. Tuttavia il nostro essere maggioranza dovrebbe indurci ad ascoltare la voce delle minoranze e cogliere le loro istanze. Proprio perché il fenomeno dell’immigrazione ci ha portato il mondo in casa dovremmo superare la ritrosia all’incontro e al dialogo. La testimonianza di Papa Francesco ci sollecita costantemente all’azione. Se torniamo alle prime affermazioni contenute nella dichiarazione conciliare Nostra Aetate, siamo sorpresi dalla loro attualità a oltre 50 anni di distanza. Questo documento nei confronti dell’islam esplicitamente invita i cattolici alla mutua comprensione e alla comune promozione della giustizia sociale, dei valori morali, della pace e della libertà (NAE 3). Verso gli ebrei, d’altro canto, i padri conciliari sottolineano quanto sia grande il patrimonio spirituale comune a cristiani ed ebrei e raccomandano di accrescere la conoscenza e la stima reciproca attraverso studi biblici e teologici e un fraterno dialogo. Infine, perché memore del patrimonio comune con gli ebrei, la Chiesa deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli ebrei in ogni tempo e da chiunque (NAE 4). Purtroppo dagli anni del Concilio ad oggi la violenza con cosiddetta motivazione religiosa è cresciuta e ha mietuto vittime in ogni continente, per cui la paura ha trovato giustificazione e si è diffusa, così che il dialogo tra le religioni ha perso slancio al di fuori dei grandi incontri come quelli di Assisi. Occasioni di dialogo come questa sulla Misericordia, considerata attributo divino dalle tre religioni, rappresentano momenti preziosi per approfondire e arricchire la propria fede personale, quando essa è sincera. Si tratta quindi di accogliere anche nella nostra città una proposta d’incontro in atmosfera di fraternità per godere della “convivialità delle differenze” e avviare una reciproca conoscenza, anche personale tra credenti di fedi diverse.  Ci unisce la comune consapevolezza che nell’uomo e nella donna risiede l’immagine di Dio creatore.  Siamo tristemente consapevoli che chi non riconosce il volto di Dio nel fratello e nella sorella, apre la strada alle discriminazioni e ai crimini più feroci. Cogliamo quindi la sfida del dialogo nella tensione tra l’essere unico di Dio e la pluralità delle voci con cui egli parla all’umanità del nostro tempo (Alberto Franchi).

L’iniziativa è stata promossa dalla Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, in collaborazione con Ufficio Diocesano per l’ecumenismo e Padri della Pace.