Mario Pozzi

Tematiche: Biografie

SAREZZO VIA DANTE, 150

QUI ABITAVA
MARIO POZZI
NATO 1921
ARRESTATO 7.11.1944
COME POLITICO
DEPORTATO
MAUTHAUSEN
MELK
ASSASSINATO
24.3.1945

Pozzi Mario nacque il 6 giugno 1921 a Sarezzo, da Pozzi Pietro. Mario, che fin da giovane non voleva sposare l’ideologia fascista, si era rifugiato in montagna con lo zio Rodolfo ed il padre Pietro assieme ad altri partigiani. In seguito ad un forte dolore alla gamba riscontrato da Rodolfo, dovettero però scendere dalla montagna in cerca di soccorso e così i fascisti, venendolo a sapere attraverso dei delatori, avvertirono subito il comando tedesco. Dopo poco tempo, esattamente il 7/11/1944, anche attraverso il ricatto per aver prelevato dalla scuola materna la figlia di Rodolfo, Renata, vennero prelevati con una retata dalle loro abitazioni, pestati a sangue e condotti al campo di concentramento di Bolzano, che serviva da smistamento per le varie destinazioni finali dei deportati. Qui furono subito rinchiusi nel blocco “E”, perché segnalati come “pericolosi”, praticamente in assoluto isolamento, senza alcuna possibilità di comunicare con gli altri detenuti. In questo Campo c’erano purtroppo anche due famigerati Nazisti di origine ucraina, chiamati Otto e Miscia, che negli anni seguenti verranno riconosciuti colpevoli dei crimini di guerra più efferati. Era infatti loro abitudine picchiare i detenuti selvaggiamente e senza alcun motivo … se non magari quello di aver preso delle bucce di patate dalle pattumiere dei tedeschi per potersi sfamare! Dopo circa un mese di prigionia, il giorno 14/12/1944 vennero caricati su un treno per il trasporto del bestiame, senza cibo e tutti ammassati uno contro l’altro, senza alcuna possibilità di movimento. Destinazione del viaggio era Mauthausen, in Austria, dove arrivarono stremati, dopo un viaggio di 5 giorni in quelle condizioni, il 19/12/1944. Arrivati in Austria, Mario verrà poi mandato nel sottocampo Melk dove, appena arrivato, assistette alla tremenda fine del primo della fila, sbranato dai cani delle SS.

Durante la prigionia, così come i compagni, Mario indossava un fazzoletto di stoffa triangolare di colore  rosso, che riportava scritta la sua nazionalità ed il codice che lo rappresentava. Mario aveva il n.114072 ed a seguire il padre Pietro con il n.114073 e lo zio Rodolfo il n.114074, poiché vennero proprio matricolati uno dopo l’altro, rimanendo uniti fino alla fine. La nipote Agnese ci ha raccontato che ogni deportato doveva assolutamente ricordare il proprio numero di codice in lingua tedesca, per ripeterlo ogni volta che era chiamato all’appello, pena il rischio di subire torture da parte dei nazisti di guardia del Campo di concentramento. Mario morirà qui e poi cremato il 24 marzo 1945 alle ore 11,30. Secondo i registri della Croce Rossa austriaca risulterebbe infatti morto per debolezza cardiaca e polmonite acuta.

I pochi documenti rimasti che attestano la sofferta ma gloriosa vita di Pozzi Mario sono:

– 1° conferimento Croce al Merito di Guerra del Comando del Distretto Militare di Brescia – Esercito Italiano;

– 2° conferimento Croce al Merito di Guerra del Comando del Distretto Militare di Brescia – Esercito Italiano;

– 3° conferimento Croce al Merito di Guerra del Comando del Distretto Militare di Brescia – Esercito Italiano; – Documento della Croce Rossa Internazionale Austriaca di Bad Arolsen.

Testo predisposto dagli studenti delle classi 3°C e 3°D della Scuola secondaria di primo grado “G. La Pira” di Sarezzo.