“1938. Diversi”, prima visione a Brescia

Giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 19 e alle ore 21 presso il Cinema Nuovo Eden (Brescia, via Nino Bixio n.9) si è tenuta in prima visione per la città di Brescia la proiezione del film 1938. Diversi per la regia di Giorgio Treves, presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Venezia (durata 62 minuti). Biglietto di ingresso euro 6; euro 5 ridotto e per i soci Ccdc. Gli spettatori paganti sono stati 343.

Il regista Giorgio Treves ha dialogato con il pubblico. L’iniziativa è stata promossa dalla Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura e dalla Fondazione Calzari Trebeschi in collaborazione con Fondazione Brescia Musei – Nuovo Eden e con il patrocinio di Fiamme Verdi, Anpi e Ande.
SINOSSI
1938-2018: ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste. Un anniversario importante e purtroppo ancora molto attuale. Ottant’anni fa il popolo italiano, che non era tradizionalmente antisemita, fu spinto dalla propaganda fascista ad accettare la persecuzione di una minoranza che viveva pacificamente in Italia da secoli. Come fu possibile tutto questo? E quanto sappiamo ancora oggi di quel momento storico? 1938 Diversi vuole raccontare che cosa comportò per gli ebrei italiani l’attuazione di quelle leggi e come la popolazione, ebraica e non, visse il razzismo e la persecuzione. Il film mostra gli articoli, le vignette, i fumetti, i filmati con cui nel volgere di pochi mesi gli ebrei vennero trasformati prima in “diversi”; poi in veri e propri nemici della nazione. Racconta le conseguenze sulla vita di ogni giorno degli ebrei italiani all’indomani delle leggi, sia attraverso la voce di alcuni testimoni, sia attraverso la ricostruzione animata di alcuni episodi di discriminazione e umiliazione. Importanti studiosi aiutano a rileggere questo drammatico passaggio storico sotto una luce nuova, capace di illuminare il ruolo decisivo dei mezzi di comunicazione di massa in una delle più tragiche persecuzioni razziali dell’umanità.
COMMENTO DEL REGISTA
Nel maggio 1940, sfuggendo alle leggi razziali fasciste, i miei genitori riuscirono a lasciare Torino e a imbarcarsi sull’ultima nave che andava in America. Il produttore Roberto Levi, rimasto in Italia con la famiglia, ha subìto le conseguenze delle leggi razziali fino a una provvidenziale fuga in Svizzera. Il film nasce dunque da un profondo bisogno di sapere, capire e far conoscere. Anche perché quegli eventi, seppur in modi diversi, tornano a ripetersi e a minacciare il nostro futuro. Mai come ora la frase di Santayana “chi non conosce il passato sarà destinato a riviverlo” ci deve essere di ammonimento.