Cultura di Stato e libertà della cultura

Incontro tenutosi nel Teatro Franciscanum a Brescia gremito in ogni ordine di posti.

Sinjavskijs’inàfsk’i›, Andrej Donatovič. – Scrittore e critico letterario russo (Mosca 1925 – Parigi 1997). Collaboratore della rivista Novyj mir, pubblicò all’estero, con lo pseud. di Abram Terc, scritti contrarî all’estetica di regime, tra cui l’articolo programmatico Čto takoe socialističeskij realizm (1959; trad. it. Che cos’è il realismo socialista, 1966), diversi racconti d’impianto fantastico-grottesco, nella tradizione di Gogol´ e Saltykov-Ščedrin (Sud idët, 1956, trad. it. Compagni, entra la corte, 1960; Ljubimov, 1963, trad. it. 1965) e una sorta di diario informale, Mysli vrasploch (1966; trad. it. Pensieri improvvisi, 1967). Fu arrestato e condannato, in un celebre processo (1966), con l’amico Julij Markovič Daniel (Mosca 1925 – ivi 1988), anch’egli colpevole di aver pubblicato in Occidente, sotto lo pseudonimo di Nikolaj Aršak. Liberato nel 1971, S. emigrò nel 1973 a Parigi, dove insegnò letteratura russa alla Sorbona; dal 1979 pubblicò la rivista Syntaxis, portavoce di una vivace dissidenza estetica più che politica. Oltre ai libri scritti durante la prigionia e pubblicati dopo l’arrivo in Francia (Goloz iz chora, 1973, trad. it. Una voce dal coro, 1975; Progul´ki s Puškinym “Passeggiate con Pǔskin”, 1975; V teni Gogolja, 1975, trad. it. Nell’ombra di Gogol´, 1980), sono da ricordare alcune opere scritte in esilio (il racconto Kroška Cores, 1980; i romanzi Spokojnoj noči, 1984, trad. it. Buona notte!, 1987, e Zolotoj šnurok “La cordicella d’oro”, 1987), nelle quali ha espresso al meglio quel misto di fantasia ed esperienza vissuta che caratterizza la sua produzione. (www.treccani.it – 2019)