Il Muro di Berlino: una caduta partita da lontano

La domanda, a quasi vent’anni di distanza dal 9 novembre 1989, continua a restare senza risposta e ad animare dibattiti e approfondimenti: perché cadde il Muro di Berlino? Fu, quel gesto altamente simbolico, parte di un piano studiato a tavolino o il risultato di un movimento inarrestabile messo in azione dal progressivo deterioramento dei regimi comunisti dell’est Europa? Chi ha avuto modo di accedere agli archivi dell’ex Unione sovietica sostiene che la caduta del Muro di Berlino, così come le rivoluzioni di “velluto” che portarono alla fine dei regimi comunisti in tanti Paesi dell’Est, fu in Anniversari A vent’anni dal 9 novembre 1989
Il Muro di Berlino: una caduta partita da lontano Lrealtà “programmata” dal Cremlino, valvola di sfogo per impedire la violenta esplosione di un sistema ormai avviato al collasso. Questa è stata, per esempio, la tesi sostenuta da Vladimir Bukovskij, scrittore russo, noto soprattutto
per il suo attivismo politico antisovietico e candidato per la presidenza della Russia per le elezioni del 2008, che nel novembre del 1999 venne invitato a Brescia dalla Ccdc per una serata dedicata, allora, ai primi dieci anni dalla caduta del Muro.
La data del 9 novembre è comunque diventata una di quelle che hanno segnato la storia contemporanea. Lo sbriciolamento del Muro che divideva in due quella che di lì a pochi mesi sarebbe tornata ad essere la capitale della Germania riunificata ha segnato una speranza concreta per il superamento definitivo del dualismo Est-Ovest apertosi con la fine della Seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto sia la Germania sia la capitale Berlino furono divise in due, l’Est ai sovietici, che diedero vita a un governo comunista e l’Ovest agli occidentali che diedero origine a un sistema democratico liberamente eletto. Il Muro di Berlino cominciò a essere costruito qualche anno più tardi, nell’agosto del 1961, con lo scopo di tenere separati gli abitanti della Berlino orientale da quelli della parte occidentale della città.
Il Muro fu costruito dai comunisti tedeschi per tenere prigionieri i loro concittadini e se fisicamente divise in due la città, virtualmente si estese a tutta la Germania orientale. Le guardie di frontiera della Ddr avevano infatti ricevuto l’ordine di arrestare chiunque avesse tentato di valicare senza autorizzazione quei confini. Quel muro restò in piedi 28 anni, sino al 9 novembre 1989. Il motivo contingente di tale abbattimento fu causato dal fatto che esso era diventato inutile, dopo che l’Ungheria comunista in seguito a profondi rivolgimenti politici aveva aperto le frontiere con l’Austria. I tedeschi dell’Est, quindi, erano ormai in grado di trasferirsi in Occidente attraverso l’Ungheria. Prima che il Muro cadesse c’era stato però lo sgretolamento dell’intero mondo comunista, a partire dal 1956. Nella notte fra il 24 e 25 febbraio Krusciov, segretario del Pc dell’Urss aveva letto il suo rapporto segreto antistaliniano ai delegati del XX Congresso del suo partito. La fine del Muro berlinese, cominciò in qualche
modo da lì. Poi arrivarono la perestroika e la glasnost di Gorbaciov, che arrecarono nuovi colpi al vecchio sistema comunista. La caduta del Muro a Berlino, però, fu preceduta di pochi giorni da un altro significativo avvenimento a Lipsia. Trecentomila abitanti della cittadina della Germania dell’ Est manifestarono pacificamente per la riunificazione della Germania dando il via a quel movimento che avrebbe portato allo smantellamento del Muro.
Sarà la storia, quando potrà essere scritta, a dire se il Muro crollò per implosione del sistema comunista o per altri motivi. Per ora basti la certezza che da quel 9 novembre il mondo non è più stato lo stesso di prima.

La testimonianza del pastore Führer
Sarà proprio il pastore della Nikolaikirche Christian Führer a ricordare a Brescia il 3 novembre prossimo i fatti di Lispia. Christian Führer, autore di un libro di memorie, apparso pochi mesi fa, in cui afferma di ricollegare i fatti di Lipsia alle parole del Magnificat di Maria, interverrà alle ore 20.45 nel Salone Bevilacqua presso i Padri della Pace, ospite della Cooperativa cattolico-democratica di cultura.
Nel corso della serata sarà anche presentato il libro “Lipsia 1989 – Non Violenti contro il Muro” che Paola Rosà ha dedicato agli eventi della seconda città dell’ex Ddr che anticiparono di un mese la caduta del Muro di Berlino.
Il libro, realizzato con il contributo della Cooperativa cattolico-democratica di cultura, della Fondazione della Comunità Bresciana e della Banca Aletti, sarà distribuito, fino ad esaurimento, ai presenti. La mattina del 4 novembre alle ore 10, il pastore Führer incontrerà i giovani delle scuole superiori al salone San Barnaba.
L’iniziativa messa in calendario dalla Ccdc è una delle tante proposte che in città e nell’intero Bresciano sono state pensate per ricordare i vent’anni della caduta del Muro di Berlino. Per maggiori informazioni vedere anche: www.ccdc.it

Voce del Popolo, 23.10.2009. Il file allegato si completa con quello sottoriportato "Una rivoluzione pacifica cresciuta all’interno delle Chiese".