La coscienza cristiana contro il nazismo

Incontro tenutosi nella sala Bevilacqua di via Pace n.10 a Brescia il 28 ottobre 1977 alle ore 20,45.

Massimo Marcocchi è Professore ordinario di Storia del Cristianesimo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È membro di Società scientifiche e di comitati editoriali di riviste specializzate. (http://editriceave.it – 2019)

Mario Beniscioli: Nato a Passirano (BS), si laurea in Lettere a Pavia (dove è alunno del Collegio Ghislieri) nel 1925, e in Giurisprudenza nel 1934. Insegna Storia e filosofia nei licei a Merano (1927-1933), quindi a Milano al Liceo “Carducci”. Nel 1923 viaggia in Europa (Berlino); nel 1925 è consulente della neonata Casa Editrice Morcelliana di Brescia, dove traduce e cura le edizioni di opere teologiche di area tedesca. Libero docente di Storia del Cristianesimo, insegna presso l’Università Statale di Milano dal 1941 al 1953. Durante la guerra, vicino ai gruppi cattolici della resistenza, viene arrestato due volte e trascorre alcuni mesi in carcere. Dopo la Liberazione è commissario del CLN lombardo per la scuola (1945-1946); è inoltre tra i fondatori dell’Istituto per la Storia del movimento di liberazione in Italia, a Milano, e ne dirige gli archivi dal 1949 al 1956. È tra i fondatori della rivista “Humanitas”, di cui è anche condirettore (1946-1951). Tra il 1952 e il 1959 è docente di Storia medievale e moderna presso l’Istituto universitario di Magistero di Salerno. Tra i suoi scritti: Romanesimo e Germanesimo (1933), La Germania religiosa del Terzo Reich (1936), La riforma protestante (1953), Il Papato nel secolo XVI (1955), L’idea europea nel passato e nel presente (1956), Introduzione alla Storia medioevale, moderna e contemporanea (1959) (fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/soggetti-produttori/persona/MIDC0007C3/).

Carlo Manziana nacque a Urago Mella, quartiere occidentale di Brescia, il 26 luglio 1902. Ancora giovane entrò nella congregazione degli Oratoriani. Fu ordinato sacerdote nel 1927. Si dedicò soprattutto alla formazione dei giovani e delle coscienze nell’Oratorio della Pace, lavorando insieme a Teresio Olivelli nel campo della formazione e della diffusione della stampa clandestina. Considerato da fascisti e nazisti uno dei principali ispiratori di quel «covo di ribelli» che era l’Oratorio della Pace, padre Manziana venne rinchiuso in carcere a Brescia il 4 gennaio 1944, insieme a don Vender, Andrea Trebeschi e Mario Bendiscioli. Trasferito al forte San Leonardo di Verona, fu poi deportato il 29 febbraio 1944 nel campo di concentramento di Dachau; è il secondo dei 28 preti italiani che vi saranno rinchiusi, preceduto solo da don Giovanni Fortin, parroco di Terranegra (Padova). Don Manziana, matricola 64762, riuscì a sopravvivere all’inferno dei lager nazisti: venne liberato il 29 aprile 1945 dalle truppe americane e rientrò in Italia il 13 luglio. Il 19 dicembre 1963 fu nominato vescovo di Crema da papa Paolo VI: qui ha guidato il cammino di rinnovamento della diocesi alla luce degli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Si ritirò nel 1981 e morì, ultranovantenne, a Brescia il 2 giugno 1997. (http://www.fiammeverdibrescia.it – 2019)

Giorgio Aldo Rumi (Milano, 15 marzo 1938 – Milano, 30 marzo 2006) è stato uno storico, politologo e accademico italiano di famiglia feudale di Dongo, sul Lago di Como. Esponente di spicco del cattolicesimo liberale, figura di riferimento della cultura nazionale, fu apprezzato per lucidità di analisi, sobrietà di stile, capacità di confronto con culture diverse oltre che per innate doti oratorie. Biografia: Laureatosi in scienze politiche con Gianfranco Miglio all’Università Cattolica di Milano, fu ivi allievo di Ettore Passerin d’Entreves e, all’ISPI, di Brunello Vigezzi. Libero docente dal 1971, già professore di Teoria e Storia della Storiografia e di Storia Contemporanea della Facoltà di Scienze Politiche delle Università di Milano e di Bari, nel 1977 fu nominato ordinario di Storia Contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano. Come membro del CNR (per il Comitato di Scienze filosofiche e filologiche) strinse profondi legami con Rosario Romeo, Ruggero Moscati, Rodolfo Mosca, Enrico Serra e Gabriele De Rosa che contribuirono a definirne lo spirito di cattolico liberale. Come curatore, insieme a Brunello Vigezzi e Enrico Decleva, del progetto per la costituzione dell’archivio storico della Banca Commerciale Italiana, entrò in assiduo contatto con Raffaele Mattioli la cui profonda influenza emerge nello studio della formazione della classe dirigente nell’Italia unita. Dopo essersi concentrato sulla politica estera fascista, sul ruolo della Santa Sede nella politica internazionale, sui rapporti Stato-Chiesa prima e dopo l’Unità, la poliedrica attività di Rumi si rivolse allo studio della Lombardia nella specificità dei suoi rapporti con l’Europa dell’Antico regime, la Santa Sede e l’Italia unita, oltre che sul tema della formazione delle sue élite. La tipicità del cattolicesimo lombardo e del suo stretto legame con Roma è alla base di molte sue ricerche che vanno dalla storia dell’Università Cattolica a quelle sulle diocesi e sulle principali istituzioni cattoliche e dei suoi protagonisti, caratterizzate dal dilatarsi della dimensione locale a quella internazionale. Editorialista per lunghi anni dell’Osservatore Romano e di Avvenire, membro dell’Accademia di S. Carlo Borromeo presso la Biblioteca Ambrosiana, della Veneranda Fabbrica del Duomo, dell’Ambrosianeum, dell’Istituto Luigi Sturzo, fu attivo collaboratore del Centro Paolo VI di Brescia. Presenza costante nella realtà politica e culturale del Paese, firma di rilievo del Corriere della Sera, cofondatore e condirettore della rivista Liberal (marzo 1995), fu membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università Statale di Milano, dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, del Teatro alla Scala, della RAI, vice presidente della Società Storica Lombarda. Collaboratore dell’Istituto Regionale delle Ricerche della Lombardia, dell’Istituto per la Scienza della Pubblica Amministrazione, della Fondazione Visconti di San Vito, dell’Accademia Virgiliana, fu presidente del Centro Interdipartimentale di Storia della Svizzera “Bruno Caizzi” e consigliere della Fondazione Balzan Premio. Riposa tumulato nell’edicola di famiglia nel cimitero di Dongo. Il suo nome è stato iscritto nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. (wikipedia.org – 2019)