Posa di 3 Pietre d’Inciampo a Brescia

Domenica 27 gennaio con inizio alle ore 14, l’artista tedesco Gunter Demnig ha collocato tre Pietre d’inciampo nella città di Brescia in ricordo di cittadini deportati e uccisi nei lager nazisti:

  • Gustavo Morelli, in via don Giacomo Vender 59 – ore 14
  • Oreste Ghidelli, in via Corsica 88 – ore 14,30
  • Giulio Angeli, in via XX Settembre 22 – ore 15

Le biografie, scritte dagli studenti degli Istituti “Caduti di Piazza Loggia” di Ghedi, “De André”, “Gambara” e “Canossa Campus” di Brescia, sono state lette durante la cerimonia. Il Sindaco del Comune di Brescia Emilio Del Bono, insieme all’assessore Valter Muchetti, ha partecipato alle tre installazioni in rappresentanza della Città. La Pietra d’inciampo in ricordo di Oreste Ghidelli è stata richiesta dai familiari che così hanno voluto onorare la memoria dello zio. Al termine posa della Pietra d’inciampo in via don Vender il parroco di Santo Spirito don Giovanni Lamberti ha letto una preghiera scritta per l’occasione; alla posa della Pietra in via Corsica è intervenuto don Fabio Corazzina.

Ai partecipanti è stato distribuito un opuscolo curato dalla Ccdc che contiene l’intervento del sindaco di Brescia Emilio Del Bono, le biografie e la descrizione del progetto artistico di Deming.

L’iniziativa è stata coordinata da Alberto Franchi per le associazioni promotrici: Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura, insieme alla Città di Brescia, in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati), ANPI (Associazione Nazionale Partigiani), Archivio storico per la Resistenza e l’età contemporanea dell’Università Cattolica – Brescia, Associazione Fiamme Verdi, Casa della Memoria, Università Popolare Astolfo Lunardi.

Lo stesso giorno è accaduto un fatto vergognoso e inqualificabile: è stata imbrattata da un vigliacco la Pietra d’inciampo posata nel 2012 per ricordare Angelo Cottinelli,  internato militare, ucciso  il 25.6.1944 nel lager di Neumarkt. Al nipote e ai famigliari va la commossa solidarietà della CCDC.

Gunter Demnig nasce a Berlino nel 1947. Nel 1967 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Berlino per frequentare il corso di Pedagogia delle arti nella classe del prof. Herbert Kaufmann. Nel 1971 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Kassel. Successivamente si iscrive alla facoltà di Arti dell’Università di Kassel nella classe di Harry Kramer. Nel periodo 1977-79 svolge attività di progettazione, direzione lavori e realizzazione nell’ambito del restauro di monumenti. Dal 1980 all’85 è collaboratore artistico-scientifico dell’Università di Kassel. Nel 1985 apre un suo atelier a Colonia e lavora a vari progetti. Nel 1990 realizza la prima performance artistica per ricordare la deportazione di Rom e Sinti dalla città di Colonia, compiuta nel 1940. Nel 1993 concepisce il progetto Pietre d’inciampo (Stolpersteine). Nel 1997 la prima posa di Pietre d’inciampo a Berlino-Kreuzberg, non autorizzata e legalizzata solo successivamente. Dal 2000 posa delle Pietre d’inciampo in Germania e in Europa. Il 28 gennaio 2010 a Roma la prima posa di Pietre d’inciampo in Italia, seguiranno poi nel 2012 altre Pietre d’inciampo a Roma, L’Aquila, Genova, Merano e poi Brescia. Gunter Demnig ha ottenuto numerosi riconoscimenti pubblici, tra questi l’Ordine al merito della Repubblica Federale di Germania.

Le Pietre d’inciampo: si tratta di piccoli sanpietrini ricoperti da una lastra di ottone sulla quale sono incisi i dati biografici essenziali di una persona uccisa dalla violenza nazista e fascista: nome, anno di nascita, la data e l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. La pietra viene collocata nel marciapiede davanti alla casa della vittima, così che chiunque può “inciamparvi” per caso e fermarsi a pensare. Questo progetto si è diffuso in 21 Paesi europei. Così viene descritto dall’autore: “La mia arte non vuole fornire risposte, ma sollevare domande che sono poi quelle che ci pone la nostra storia. Le Pietre d’’Inciampo devono far inciampare la testa e il cuore delle persone”.