Presentazione dei libri “Qualunque cosa succeda” e “Il caffé di Sindona”

In collaborazione con la Casa della Memoria e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia, la Ccdc ha presentato venerdì 19 febbraio 2010 alle ore 18, presso il Teatro Sancarlino, in via Matteotti 6/a,  i due libri “Qualunque cosa succeda” e “Il caffè di Sindona” relativi a una delle più inquietanti vicende degli anni Settanta: l’assassinio nel luglio 1979 dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, vittima della sua professionalità, della fedeltà al suo mandato professionale e della sua alta visione dello Stato; la morte in carcere, nel 1986, di Michele Sindona, condannato come mandante dell’omicidio di Giorgio Ambrosoli.

Sono intervenuti Umbero Ambrosoli, Mino Martinazzoli e Gianni Simoni.

Gianni Simoni ex magistrato, bresciano, giudice istruttore a Brescia dal 1974 al 1985 e poi a Milano, ha trattato come pubblico ministero il processo d’appello per l’omicidio di Ambrosoli e condotto l’inchiesta per avvelenamento di Michele Sindona nel carcere di Voghera.

Umberto Ambrosoli, avvocato penalista a Milano, è il più giovane dei tre figli di Giorgio Ambrosoli. Da anni è impegnato a valorizzare e attualizzare la storia del padre, partecipando a incontri nelle scuole di tutta Italia, a convegni e a iniziative pubbliche ed editoriali.

Mino Martinazzoli. Nato a Orzinuovi nel 1931, avvocato, uomo di grande rigore morale, Martinazzoli è stato uno dei principali esponenti della corrente della sinistra interna e del cattolicesimo progressista. Da segretario ha guidato la difficile fase post-Tangentopoli e del traghettamento del partito fino alla nascita del Ppi. Ministro della Difesa, ministro della Giustizia, ministro delle Riforme Istituzionali, Martinazzoli è stato ininterrottamente in Parlamento dal 1972 al 1994, prima come senatore poi come deputato fino agli ultimi due anni di attività trascorsi nuovamente da Palazzo Madama. Quando nel 1994 tornò a Brescia per diventarne sindaco, il suo fu un tentativo di ritiro dalla vita politica e da un mondo uscito stravolto dall’uragano Tangentopoli. Nel 2000, però, fu “richiamato” dal centrosinistra e accettò di correre per la presidenza della Regione Lombardia, ma fu sconfitto da Roberto Formigoni. Restò in consiglio regionale per tutta la legislatura, mentre nel 2004 venne eletto presidente di Alleanza Popolare-Udeur. Nel corso della lunga esperienza parlamentare, Martinazzoli fu anche presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sul caso Lockeed. Nel partito fu, con Giovanni Galloni, Luigi Gramelli, Leopoldo Elia e Guido Bodrato, uno degli esponenti più significativi dell’area Zaccagnini che innescò il processo di rinnovamento della Democrazia Cristiana alla fine degli anni ’70. (https://www.repubblica.it/politica/2011/09/04)

Umberto Ambrosoli, “Qualunque cosa succeda”, Sironi Editore, 2009. La storia di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979. La racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio RAI. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo.

Gianni Simone e Giuliano Turone, “Il caffè di Sindona”, Garzanti, 2009. Uno dei più inquietanti misteri italiani è probabilmente quello della morte di Michele Sindona nel marzo del 1986. Grande protagonista dei nostri anni anni Sessanta e Settanta. Finanziere potentissimo, condannato per bancarotta fraudolenta sia negli Stati Uniti sia in Italia, successivamente fu anche condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della sua Banca Privata Italiana. Gli autori sono Gianni Simoni ex magistrato, e Giuliano Turone ex magistrato, si è occupato per molti anni di criminalità mafiosa e criminalità economica.